SCARTAccia - Scarta la CARTAccia.

La cartaccia e la poesia. Tutte e due spesso sono dimenticate in un angolo della strada. Grazie a questa considerazione qualche anno fa è nato il mio sito dove scrivo e condivido la mia poesia, così non resta in disparte!... ... poi chi non scrive o ha scritto su una cartaccia? Numeri di telefono, date, appunti...io ce scrivo le poesie! ...poi "SCARTAccia" è diventata una seconda pelle clownesca. mi metto il naso finto e torno alla realtà. tolgo il naso finto e non mi prendo sul serio! forse è il contrario?

Leone Antenone - SCARTAccia

  1. Per la sfida tra Bosisio e Jacovacci

    Non t’arrabbiare Bosisio
    se Jacovacci te romper er viso,
    se ce rifarai un’antra vorta
    te manda a casa co le ossa rotta.

    Cantilena in voga a Roma
    quando Leone Jacovacci vinse il titolo
    di Campione d’Italia e d’Europa.
    Tratto da “Nero di Roma” di Mauro Valeri

  2. BOH

    Tra er SI e er NO io scrivo na crocetta
    vojo  votà! Così resto sicuro
    De fa su la schedina un segno scuro
    SInNO finisce sempre a barzelletta.

    30 novembre 2016
    Scartaccia

  3. Pietra d’inciampo – 16 ottobre 2016

    Seduto ar sole, sto a ripijà fiato
    su no scalino. A un mucchio de persone
    je vedo l’ombra impressa sur serciato,
    slungo un’idea coll’immaginazione.
    Vicino a me fanno magnà un piccione
    buttano pane, lui becca un pezzetto,
    lo vedo ed inciampo su na visione
    na breccola d’oro brilla ner Ghetto.
    Un pianto improvviso lungo er vialetto
    er pane secco diventa bagnato.
    Sto sampietrino è un nodo ar fazzoletto
    me lega ar passo un tempo disgraziato
    e sento addosso un sòno ormai stonato
    che cerca de novo d’esse intonato.

    17 ottobre 2016
    Scartaccia

  4. Saluti cordiali

    Nonostante pianga un re sempre allegro me ne sto
    lo diceva pure Fo perché adesso non c’è più
    lo ha annunciato la tivvù , io l’ho letto su Facebook.
    Questa vita è un grande boh. Si vabbè ma che si fa?
    Senza se e senza ma vado avanti per di là
    con la voce prendo un do per quel tempo che ormai fu.
    Tre civette sul comò un bel sogno sul sofà
    un mistero a Dylan Dog, un Nobel a Dylan Bob,
    carta e penna non ce l’ho così scrivo sul mio blog.

    14 ottobre 2016
    Leone Antenone detto Scartaccia

  5. Verso l’Alessandrino

    Vedo l’asfarto nero, le scarpe sò bagnate,
    nell’aria c’è profumo, er profumo de la tera,
    noi stamo a le Tre Vele, vicino ar muro bianco.
    Piove, goccia su goccia, me sona sull’ombrello
    e dentro la capoccia ripeto un ritornello.
    Ripenso a me pischello che còro spensierato,
    che còro a più nun posso tra l’erba in mezzo ar prato
    ciò solo lei davanti, pare un’ acchiapparella,
    coremo a la fermata, me sò attaccato ar tram.
    Ormai nun c’è più tempo così chiudo l’ombrello
    pensanno che stavorta nun me lo perdo er tram
    e mentre che coremo rivivo quell’estate.

    21 settembre 2016
    Leone Antenone detto Scartaccia

  6. Er Tempo

    Si perdi tempo
    quanno er tempo c’è,
    te manca er tempo
    quanno serve a te!
    Porfirio Grazioli
  7. Er Tempo

    Disse er saggio: “C’è un tempo p’ogni cosa.
    C’è er tempo pe li baci all’amorosa,
    pe le bucie, pe la verità,
    pe fa li seri oppure pe giocà.”
    Dopo ha detto er politico vorpone:
    “È vero su sta cosa ciai ragione.”
    C’è chi cià er tempo  e nun aspetta er tempo
    e chi ce perde er tempo su sta cosa.
    Eppoi sì, ho parlato pure io
    e cor singhiozzo in bocca, ho chiesto a Dio:
    “Se è vero che er tempo svela ogni cosa
    e che ogni cosa poi cià er tempo suo.
    Spero proprio, a sto punto della cosa,
    che arivi tanto tardi er tempo mio.”

    16 settembre 2016
    Scartaccia
    poeticamente tratta da
    la poesia “il Tempo” di Sayed Hegab
    traduzione a cura di Fulvia de Luca

  8. Tra li vicoli de Roma

    Tra li vicoli de Roma
    ogni tanto ce trovi un obbelisco:
    Sò angoli d’incanto lungo un corso,
    Sò cantoni pe prenne l’acqua fresca,
    Sò spigoli d’Egitto a cielo aperto.

    16 settembre 2016
    Scartaccia

  9. Ar Tramonto

     

    Quanno sarà, portateme rispetto:
    dateme er posto se ce sarà gente,
    state a sentì ciò c’avrò combinato;
    segreti, impicci, traguardi e insuccessi.
    Ma s’aprirò bocca pe na cazzata,
    senza pensacce, sputateme adosso.
    Perché ciò che “valgo” già l’avrò speso
    e vivrò solo de quello ch’è stato.

    08 settembre 2016
    Scartaccia

  10. La Maga Sandrocchia

    La Maga Sandrocchia
    altro non è che una verde ranocchia
    a cui piace giocar con la magia.
    Puzzo di Squalo, Squame di Triglia,
    Denti di Drago, Bava di Gatto
    e tira la sfiga a bisce e serpenti.
    Pozione di Lago, Intrugli di Insetti,
    Baffi strappati, Pernacchie e Lamette
    e diventa d’incanto una donna.
    Più bella della Fata Turchina,
    più dolce della Fata dei denti,
    più furba della Fata Morgana.
    Temuta da tutti i maghi più bravi.
    La teme il prode Mago Merlino,
    la evita il grasso Mago Pancione
    e gira alla larga il Mago di Oz.
    La sua formula magica non è,
    un Sim Sala Bim e un Abracadabra,
    ma solo il verso che dice Cra Cra.
    E in mezzo a del fumo brillante
    con lo schioccare di sole tre dita
    torna di nuovo a gracidare
    tra le canne d’un grande pantano.

    02 settembre 2016
    Leone Antenone detto Scartaccia