SCARTAccia - Scarta la CARTAccia.

La cartaccia e la poesia. Tutte e due spesso sono dimenticate in un angolo della strada. Grazie a questa considerazione qualche anno fa è nato il mio sito dove scrivo e condivido la mia poesia, così non resta in disparte!... ... poi chi non scrive o ha scritto su una cartaccia? Numeri di telefono, date, appunti...io ce scrivo le poesie! ...poi "SCARTAccia" è diventata una seconda pelle clownesca. mi metto il naso finto e torno alla realtà. tolgo il naso finto e non mi prendo sul serio! forse è il contrario?

Leone Antenone - SCARTAccia

  1. Verso l’Alessandrino

    Vedo l’asfarto nero, le scarpe sò bagnate,
    nell’aria c’è profumo, er profumo de la tera,
    noi stamo a le Tre Vele, vicino ar muro bianco.
    Piove, goccia su goccia, me sona sull’ombrello
    e dentro la capoccia ripeto un ritornello.
    Ripenso a me pischello che còro spensierato,
    che còro a più nun posso tra l’erba in mezzo ar prato
    ciò solo lei davanti, pare un’ acchiapparella,
    coremo a la fermata, me sò attaccato ar tram.
    Ormai nun c’è più tempo così chiudo l’ombrello
    pensanno che stavorta nun me lo perdo er tram
    e mentre che coremo rivivo quell’estate.

    21 settembre 2016
    Leone Antenone detto Scartaccia

  2. Er Tempo

    Si perdi tempo
    quanno er tempo c’è,
    te manca er tempo
    quanno serve a te!
    Porfirio Grazioli
  3. Er Tempo

    Disse er saggio: “C’è un tempo p’ogni cosa.
    C’è er tempo pe li baci all’amorosa,
    pe le bucie, pe la verità,
    pe fa li seri oppure pe giocà.”
    Dopo ha detto er politico vorpone:
    “È vero su sta cosa ciai ragione.”
    C’è chi cià er tempo  e nun aspetta er tempo
    e chi ce perde er tempo su sta cosa.
    Eppoi sì, ho parlato pure io
    e cor singhiozzo in bocca, ho chiesto a Dio:
    “Se è vero che er tempo svela ogni cosa
    e che ogni cosa poi cià er tempo suo.
    Spero proprio, a sto punto della cosa,
    che arivi tanto tardi er tempo mio.”

    16 settembre 2016
    Scartaccia
    poeticamente tratta da
    la poesia “il Tempo” di Sayed Hegab
    traduzione a cura di Fulvia de Luca

  4. Tra li vicoli de Roma

    Tra li vicoli de Roma
    ogni tanto ce trovi un obbelisco:
    Sò angoli d’incanto lungo un corso,
    Sò cantoni pe prenne l’acqua fresca,
    Sò spigoli d’Egitto a cielo aperto.

    16 settembre 2016
    Scartaccia

  5. Ar Tramonto

     

    Quanno sarà, portateme rispetto:
    dateme er posto se ce sarà gente,
    state a sentì ciò c’avrò combinato;
    segreti, impicci, traguardi e insuccessi.
    Ma s’aprirò bocca pe na cazzata,
    senza pensacce, sputateme adosso.
    Perché ciò che “valgo” già l’avrò speso
    e vivrò solo de quello ch’è stato.

    08 settembre 2016
    Scartaccia

  6. La Maga Sandrocchia

    La Maga Sandrocchia
    altro non è che una verde ranocchia
    a cui piace giocar con la magia.
    Puzzo di Squalo, Squame di Triglia,
    Denti di Drago, Bava di Gatto
    e tira la sfiga a bisce e serpenti.
    Pozione di Lago, Intrugli di Insetti,
    Baffi strappati, Pernacchie e Lamette
    e diventa d’incanto una donna.
    Più bella della Fata Turchina,
    più dolce della Fata dei denti,
    più furba della Fata Morgana.
    Temuta da tutti i maghi più bravi.
    La teme il prode Mago Merlino,
    la evita il grasso Mago Pancione
    e gira alla larga il Mago di Oz.
    La sua formula magica non è,
    un Sim Sala Bim e un Abracadabra,
    ma solo il verso che dice Cra Cra.
    E in mezzo a del fumo brillante
    con lo schioccare di sole tre dita
    torna di nuovo a gracidare
    tra le canne d’un grande pantano.

    02 settembre 2016
    Leone Antenone detto Scartaccia

  7. Pe Amatrice

    Trema la voce non ciò le parole
    vedo er silenzio de lacrime amare.
    Scavo le nuvole in cerca de sole
    sento la pioggia che bagna er dolore.

    Per Amatrice
    31 agosto 2016
    Scartaccia

  8. A Riva

    Sarà quell’aria fresca che dal mare
    improfuma la sabbia cristallina,
    mi sento addosso un friccico di sale.
    O sarà il cielo con quell’atmosfera
    nel buio chiaro della notte scura
    e con in mezzo la sua luna piena
    che sbrilluccica sul pelo dell’acqua.
    Risvegliano la voglia di comporre
    impomatata di crema solare,
    stesa sul telo in giorni di vacanza,
    tra gli ombrelloni rossi messi in serie
    insabbiati nell’ozio delle ferie.
    C’è chi ruba dall’aria un bel castello,
    c’è chi invece lo ruba dal secchiello.
    Ho detto quel che ho fatto in uno scritto
    improvvisando rime sulla sdraio.

    23 agosto 2016
    Scartaccia
    dopo aver letto “Dialoghi Incivili”
    di Massimo Bocchia e Simone Cristicchi.

  9. Quest’anno l’estate

    Morte a galla di stessi destini
    torna nel mare senza più vele,
    sul pelo dell’acqua scie di gommoni,
    onde si scontrano contro le rive.
    Resti di stelle tra forme di treno,
    baci di sole tra pala e secchiello.
    Un mucchio di sabbia, in aria un castello,
    occhi nel cielo e riflessi salati.
    Quest’anno l’estate.

    15 luglio 2016
    Leone Antenone detto Scartaccia

  10. A ritmo de lluvia – Gioco alla conta

    A ritmo de lluvia

    Sopra l’ombrello rimbalza la pioggia
    invento una conta, aguzzo l’ingegno,
    risuona del ritmo, goccia su goccia.
    Alberi verdi diventano versi:
    un pino marino guarda l’ontano
    mentre che un platano plana su i gelsi.
    Quando finisce, di nuovo un casino.
    Ammucchiate alla meglio assi di legno
    che il falegname trasforma in un letto.
    Grazie a quei legni la cosa più strana
    è che continuo a giocare a un bel gioco,
    come un bambino che spinge il trenino.

    11 maggio 2016
    Gioco alla conta / ©Leone Antenone detto Scartaccia