La Profezia

Non è che colgo il senso e l’emozione
eppur mi par di intendere le stelle.
Non posso prevedere un’ alluvione
piaghe, carestie, o stagioni belle.
Non conosco il destino d’un ribelle,
o l’attimo in cui soffierà del vento,
o predire chi salverà la pelle
a un principe per un preciso evento.
Ma dai tuoi occhi colgo il firmamento
leggo in loro una timida visione:
In te fiorirà incanto e sentimento
e feconda sarà la tua passione.
Ma se questo sarà tutta finzione
con gli occhi chiusi resta l’illusione.

01 giugno 2016
Leone Antenone detto Scartaccia
poeticamente tratto dal “Sonnet 14
di William Shakespeare
opera depositata su Patamu.com
e rilasciata con licenza CC BY-ND 4.0.

Un pensiero su “La Profezia”

  1. Si può dire che tu inauguri un nuovo modo di “tradurre” autori stranieri e non è che sia tanto “folle”, dal momento che il problema della traduzione è piuttosto spinoso e non trova mai d’accordo critici, poeti e via dicendo. E’ vero, la poesia va letta in originale per apprezzare la sua musicalità e il suo ritmo, nonché l’originalità dell’autore; ma per me è importante anche comprenderla (non “capirla”, anche se alcuni dicono che la poesia è di chi la legge…ma non sono per niente d’accordo!) e non saprei neanche leggere, per estremizzare, un haiku in giapponese! Insomma, la tua scelta può essere un valido contributo al “problema della traduzione”, oltreché una poesia apprezzabile; forse il distico finale sembra forzato e magari potresti renderlo più bello e sorprendente.

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