Servio Tullio

Servio Tullio fu il sesto re di Roma, il primo a non essere eletto, in quanto scelto nella corte di Tarquinio Prisco grazie alle doti da veggente di Tanaquilla.
Le leggende su di lui sono legate al fuoco e alla fortuna: si narra che Servio Tullio sia stato concepito dalla nobile schiava Ocrasia (come fa intuire “Servio”), ingravidata da un fallo di fuoco, e che da bambino una scintilla ne avesse infiammato i capelli durante il sonno, ma lui non curante continuò a dormire sereno, fatto che fu interpretato come segno di buon auspicio. Tutto lasciava presagire che a Servio Tullio fosse riservato un destino speciale e per questo fu cresciuto come condottiero e come principe: quando Tarquinio Prisco morì, Servio ne prese il posto senza che il senato praticamente se ne accorgesse, se non quando era troppo tardi ed era ormai stato accettato a tutti gli effetti come nuovo re di Roma.
Tralasciando le leggende, seppur avvincenti, recenti studi storici lasciano intuire come molto probabilmente Servio Tullio, con l’accordo anche della moglie Tanaquilla, fosse un figlio naturale di Tarquinio Prisco. Fu concepito di nascosto con la nobile schiava Ocrasia al fine di mantenere il potere, dato che a Roma i Re erano eletti dal popolo e dal senato e non per successione ereditaria. L’accentramento del potere della famiglia di Tarquinio Prisco è testimoniato anche dal matrimonio tra Servio Tullio e una delle sue figlie.
Alla fine però, la fortuna voltò le spalle a Servio Tullio, e il suo regno finì per mano dei suoi stessi discendenti. Spinto per le scale dal suo successore Lucio Tarquinio (marito e vedovo di Tullia Maggiore, figlia di Servio Tullio), sopravvisse alla caduta ma perse definitivamente la vita travolto da un carro guidato dalla mano di sua figlia Tullia Minore (che a sua volta uccise il marito, figlio di Tarquinio Prisco per sposare il fratello Lucio Tarquinio). Entrambi, moglie e marito, bramavano la conquista di Roma e del suo potere.
Nonostante il nepotismo dei Tarquini e i fatti drammatici che portarono al potere il suo successore, il regno di Servio Tullio fu un regno “democratico”, e le sue riforme gettarono le basi per la futura Repubblica.

Claudio Paoluzzi

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