
Caro Orlando,
Da oggi sento i tuoi strilli da quattro anni, le tue prese di posizione sulle mie di posizioni e più ti sento e più ci voglio stare ad ascoltarti.
Come è strana la vita che mi ha insegnato a colmare i vuoti delle mancanze con energia e creatività e in questo momento che (la vita) mi chiama a essere presenza vorrei insegnarti a veicolare energia e creatività e non posso e non voglio farlo con i vuoti, come è stato per me. Mio caro piccolo sputasentenze ti vedo alle prese con le prime autonomie e le prime libertà e il mio dissenso spero sia quella spinta necessaria a far germogliare la tua energia e la tua creatività verso un cielo che sia sempre più blu come i vuoti lo sono stato per me.
Credo che mi sono rimesso a parlare di vuoti come lo scorso compleanno ma sai le persone più grandi sono ripetitive e per questo noiose: perdona la noia e goditi il mio dissenso finché potrai.
Non so se il pensiero sovra esposto ti sarà subito chiaro e semmai ne parleremo ma son sicuro che un giorno che lo leggerai sarà memoria di quello che abbiamo vissuto insieme.
La tua mamma ha progettato (sono al suo fianco) una giornata super, che dico, una settimana iper, che inizierà e si concluderà con festeggiamenti per i tuoi irripetibili quattro anni: amichetti, pirati, dolciumi, indiani, giochi: la tua, la nostra isola che non c’è. Fatta di fantasia, libertà, allegria e sorrisi.
E i tuoi bei sorrisi donali sempre anche a chi avrà la presunzione di toglierteli: li lascerei tutti imbalsamati nella loro misere mestizie testimoniando la tua gioiosa allegrezza.
E tra Chat Noir e Buzz Lightyear è una bella lotta di preferenza ma preferisco fantasticare verso l’infinito e oltre come l’andamento dell’astronauta giocattolo.
Ti voglio bene piccolo uomo
Babbo Leone