Lucio Tarquinio Prisco

Lucio Tarquinio Prisco è stato il quinto Re di Roma. Il suo nome fornisce numerose informazioni su di lui. Al Tarquinio che dà indicazioni sull’ origine etrusca (primo Re dopo la dinastia Sabina), venne successivamente aggiunto il Prisco per distinguerlo dal suo successore Tarquinio il Superbo. A Tarquinia viveva una vita agiata, essendo il figlio … Continua a leggere Lucio Tarquinio Prisco

Avarizia

Avarìzia [dal lat. avaritia, der. di avarus «avaro»].1. Eccessivo ritegno nello spendere e nel donare, per un gretto attaccamento al denaro e a ciò che si possiede (considerato, nella dottrina cattolica, uno dei sette vizi capitali).2. Anticamente desiderio intenso di ricchezze, insaziabile avidità di denaro.

Ingordigia

Ingordìgia [der. di ingordo].L’essere ingordo, avidità eccessiva con il cibo. In senso figurato: cupidigia, avidità sfrenata di ricchezze, di possesso; bramosia, ardente desiderio di piaceri, di strage, di ricchezze, di onori. Considerata dalla morale cattolica uno dei sette vizi capitali.

Ira

Ìra [lat. īra].Sentimento per lo più improvviso e violento, che provocato dal comportamento di persone o da fatti tende a sfogarsi con parole concitate, talvolta con offese, con atti di rabbia e di risentimento, con una punizione eccessiva o con la vendetta, contro chi, volontariamente o involontariamente, lo ha provocato. Nella dottrina cristiana, intesa come … Continua a leggere Ira

Numa Pompilio

Numa Pompilio è stato il secondo Re di Roma, sebbene alcuni studiosi pensino sia solo un altro nome di Romolo, una sorta di antesignano del moderno soprannome. L’idealizzazione della sua figura si riscontrerebbe già dall’origine stessa del nome, Numa da Nómos “legge”, e Pompilio da Pompé “abito sacetodale”. Comunque, che sia stato o meno una … Continua a leggere Numa Pompilio

Lussuria

Lussùria [dal lat. luxuria «rigoglio, eccesso, lascivia, sfrenatezza», der. di luxus –us «lusso»].1. Abbandono ai piaceri del sesso; desiderio ossessivo e smodato di soddisfare tali piaceri. Nella teologia cattolica, è uno dei sette vizi capitali, opposto alla virtù della temperanza.2. Anticamente, con senso più generico, eccesso nel modo di vivere, stravizio.