Tevere

Tevere scenne e va, se fa ‘na gita
tra un ribbollì de curve e mulinelli,
traversato da ponti e da battelli,
specchi der girotonno de la Vita.

Quest’acqua incanalata, ch’è ingiallita
da mollaccia e fojame d’arberelli,
ce racconta una storia de “Gemelli”
e d’una gran città, mezza sparita.

Chi se ferma a smiccià “Fiume” che scόre
finisce p’avvertì li sentimenti
musicati dar “Tempo” che discόre:

sente er canto de Roma: muri ar sole,
eserciti de pietra e monumenti
fanno l’amore e incidono parole.

27 febbraio 2016
Franco Paolucci

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