
Cara Anita
È il 31 settembre è un nuovo giorno che non c’è. Sono 16 mesi di te, di noi.
Vorrei scriverti tantissime cose: dalle lunghe camminate che ti vedo fare ai sorrisi a due denti che sfoggi. Dai tuoi “ciao” elargiti a tutti i passanti che sono diventati leggenda, alle tue risate per le esclamazioni che non so se capisci, ma che usi in modo appropriato. Però il mio ruolo di padre mi chiama a riflessioni più mature: come vorrei proteggerti dalle delusioni e dalle tristezze che la vita ci chiama ad affrontare.
Quest’anno è stato un anno inteso, tanti cambiamenti, belli brutti, faticosi leggeri e tante perdite che i miei affetti più cari e le mie amicizie più antiche hanno vissuto. Vorrei cercare parole che ti infondano la forza e la tenacia per affrontare tutto con allegria, trovare parole ricercate e di conforto da dedicare a te e a tuo fratello, ma mi rendo conto che più il cerchio si assottiglia, più penso che le parole nate per questo, siano le più adatte: “condoglianze” “ti sono vicina” “fatti forza”. Tutte utili a far sentire la presenza per l’altro, poi sarà l’altro a farne tesoro oppure no.
Scusa lo spiegone ma era per farti sapere che anche se non ci sarò più, ho speso parole per dimostrare a te e a Orlando affetto e amore. E quando arriverà il giorno in cui non potrò più navigare il mondo d’amore che mi è nato dentro al cuore, cercatemi in quello che ho scritto.
In quel giorno ricordate che non voglio che guardiate me, ma le persone che avete accanto, negli occhi, intensamente, e attraverso di loro ritroverete me, il mio conforto, i mei sorrisi, le mie smorfie, i miei borbotti e la mia cura. Vivete la vita al meglio, accogliete i cambiamenti che arriveranno, anche se dolorosi, e trasformateli nei vostri punti di forza. A volte proprio dagli impiastri più disastrosi nascono i successi migliori.
Hai cominciato l’asilo nido ed essere il tuo accompagnatore è gioia infinita, balsamo d’amore che cura questo periodo ricco di avvenimenti difficili e stampa sorrisi sul grugno rugoso, come quando mi saluti davanti la porta con “ciao” e vai incontro al tuo destino di donna, bella emancipata, quale tu crescerai finché l’ombra di Peter (mia) e quella di Wendy (mamma) veglieranno sulla tua.
Anita adesso andiamo a giocare con il resto della ciurma, insieme al pirata Rucciardo Barba Dolce, alias Orlando, che è anche un po’ Dracula e un po’ vampiro.
All’arrembaggio
Ti voglio bene
Babbo Leone
29 settembre 2026