Supèrbia

Supèrbia [dal lat. superbia, der. di superbus «superbo»].Esagerata stima di sé e dei propri meriti (reali o presunti), che si manifesta esteriormente con un atteggiamento altezzoso e sprezzante e con un ostentato senso di superiorità nei confronti degli altri. Nella teologia cattolica, uno dei sette vizi capitali, consistente in una considerazione talmente alta di sé … Continua a leggere Supèrbia

Accìdia

Accìdia [dal gr. ἀκηδία «negligenza», comp. Di ἀ– priv. e κ ῆ δος «cura», assunto nel lat. tardo come acedia e acidia].Inerzia, indifferenza e disinteresse verso ogni forma di azione e iniziativa. Può riferirsi all’esser pigro e quindi anche all’atteggiamento, al comportamento di chi è naturalmente pigro nell’agire, nell’operare, o anche soltanto nel muoversi. Più … Continua a leggere Accìdia

Nulla due volte

Nulla due volte accade Né accadrà. Per tal ragione Nasciamo senza esperienza, moriamo senza assuefazione. Anche agli alunni più ottusi Della scuola del pianeta Di ripeter non è dato Le stagioni del passato.Non c’è giorno che ritorni, non due notti uguali uguali, né due baci somiglianti, né due sguardi tali e quali. Ieri, quando il tuo nome Qualcuno ha pronunciato, mi è parso che una … Continua a leggere Nulla due volte

Lucio Tarquinio Prisco

Lucio Tarquinio Prisco è stato il quinto Re di Roma. Il suo nome fornisce numerose informazioni su di lui. Al Tarquinio che dà indicazioni sull’ origine etrusca (primo Re dopo la dinastia Sabina), venne successivamente aggiunto il Prisco per distinguerlo dal suo successore Tarquinio il Superbo. A Tarquinia viveva una vita agiata, essendo il figlio … Continua a leggere Lucio Tarquinio Prisco

Avarìzia

Avarìzia [dal lat. avaritia, der. di avarus «avaro»].1. Eccessivo ritegno nello spendere e nel donare, per un gretto attaccamento al denaro e a ciò che si possiede (considerato, nella dottrina cattolica, uno dei sette vizi capitali).2. Anticamente desiderio intenso di ricchezze, insaziabile avidità di denaro.

Las Cosas

El bastón, las monedas, el llavero, la dócil cerradura, las tardíasnotas que no leerán los pocos díasque me quedan, los naipes y el tablero,un libro y en sus páginas la ajadavioleta, monumento de una tardesin duda inolvidable y ya olvidada,el rojo espejo occidental en que ardeuna ilusoria aurora. !Cuántas cosas,limas, umbrales, atlas, copas, clavos,nos sirven … Continua a leggere Las Cosas

Elogio de la sombra

Dal pròlogo Carlos Frìas mi ha suggerito di servirmi del prologo per esporre la mia estetica. La mia povertà, la mia volontà, si oppongono a tale consiglio. Non possiedo un’estetica. Il tempo mi ha insegnato alcune astuzie: evitare i sinonimi, che hanno lo svantaggio di suggerire differenze illusorie; evitare ispanismi, argentinismi, arcaismi e neologismi; preferire … Continua a leggere Elogio de la sombra